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	<description>la gestione dei patrimoni</description>
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		<title>INVESTIRE NELL&#8217;IMPRESA OGGI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 12:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club Family Office Futuri]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il cuore dell’economia italiana è costituito dalle imprese. Eppure l’attuale contingenza sembra testimoniare come gli investitori, istituzionali e non, stiano sottovalutando il ruolo di volano e di crescita garantito dalle aziende «made in Italy». Da qui l’intenzione di dedicare un evento ad hoc al mondo dell’imprenditoria. «Investire nell’impresa oggi. Strategie di successo nel finanziamento alle aziende» è infatti il titolo dell’evento organizzato da Editrice Le Fonti in collaborazione con Club &#38; Rivista Family Office e Proto Organization che si terrà mercoledì 13 giugno dalle 14.30 alle 17.30 alla Fondazione Ambrosianeum.
Il programma prevede lo scandaglio di tematiche di stringente attualità e interesse:
- Ridare fiducia all’imprenditore
- La valutazione e lo sviluppo dell’azienda
- Le soluzioni per aiutare l’azienda a non fallire
- La nostra filosofia verso il futuro delle PMI
Durante l&#8217;incontro vi sarà una Tavola rotonda con imprenditori, operatori istituzionali e finanziari:
Stefano Neri* &#8211; Presidente e AD di Terni Energia
Stefano Cordero Di Montezemolo &#8211; Professore, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/cop1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4346" title="cop" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/cop1.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore dell’economia italiana è costituito dalle imprese. Eppure l’attuale contingenza sembra testimoniare come gli investitori, istituzionali e non, stiano sottovalutando il ruolo di volano e di crescita garantito dalle aziende «made in Italy». Da qui l’intenzione di dedicare un evento <em>ad hoc</em> al mondo dell’imprenditoria. «<strong><em>Investire nell’impresa oggi. Strategie di successo nel finanziamento alle aziende</em></strong>» è infatti il titolo dell’evento organizzato da <strong>Editrice Le Fonti</strong> in collaborazione con <strong>Club &amp; Rivista Family Office</strong> e <strong>Proto Organization</strong> che si terrà <span style="text-decoration: underline;">mercoledì 13 giugno</span> dalle 14.30 alle 17.30 alla Fondazione Ambrosianeum.<span id="more-4333"></span></p>
<p>Il programma prevede lo scandaglio di tematiche di stringente attualità e interesse:</p>
<p>- Ridare fiducia all’imprenditore</p>
<p>- La valutazione e lo sviluppo dell’azienda</p>
<p>- Le soluzioni per aiutare l’azienda a non fallire</p>
<p>- La nostra filosofia verso il futuro delle PMI</p>
<p>Durante l&#8217;incontro vi sarà una <strong>Tavola rotonda</strong> con imprenditori, operatori istituzionali e finanziari:</p>
<p><strong><em>Stefano Neri* &#8211; Presidente e AD di Terni Energia<br />
</em></strong><strong><em>Stefano Cordero Di Montezemolo &#8211; Professore, Presidente AIMBA (Academy of Italian MBAs)<br />
</em></strong><strong><em>Giorgio Basile* &#8211; Vice Presidente di Assolombarda e AD di Isagro<br />
</em></strong><strong><em>Antonio Ive &#8211; Amministratore Delegato ISS Facilty Service<br />
</em></strong><strong><em>Guido Prati* &#8211; Presidente del Club degli Esperti in Finanza e Mercati (CEF&amp;M)<br />
</em></strong><strong><em>Paolo Datti &#8211; Presidente REAS<br />
</em></strong><strong><em>Luca Ghezzi &#8211; Dottor Commercialista<br />
</em></strong><strong><em>Fabio Bonicalzi &#8211; Professore<br />
</em></strong><strong><em>Angelo Pasquarella* &#8211; Presidente Projectland<br />
</em></strong><strong><em>Massimo Cecchi &#8211; Managing Director CA INVESTMENTS<br />
</em></strong><strong><em>Rosario Pazienza &#8211; CEO Tau Global Investor<br />
</em></strong><strong><em>Filippo Pignatti Morano &#8211; Direttore Count of Custoza Family Office<br />
Alessandro Aspesi &#8211; Country Head Threadneedle Investments Italia<br />
Stefano Kihlgren &#8211; Direttore Business Development Feri Trust GmbH</em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong>Seguirà aperitivo</strong></p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/eventi/impresa.html"><em><strong>Per iscriversi è necessario compilare il modulo online &gt;&gt;</strong></em></a></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>M&amp;G, MC GESTIONI, ANIMA: ecco dove investono gli italiani Un confronto fra eccellenze finaliste al Premio Internazionale Le Fonti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 11:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galleria video]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Guarda la video-intervista  &#62;&#62;
Il trend della raccolta del risparmio gestito, con cui si è concluso il 2011, prosegue anche nei primi mesi del 2012. Secondo il rapporto mensile di Assogestioni, infatti, la fuga degli italiani dai fondi è proseguita in febbraio, quando la raccolta netta ha segnato deflussi per 2,7 miliardi, che sommati al calo di quasi quattro miliardi di gennaio portano l’emorragia da inizio anno a sfiorare i 6,7 miliardi.Nonostante i numeri continuino inesorabilmente ad essere preceduti dal segno meno, si possono intravedere degli elementi positivi. Ad esempio i fondi esteri hanno registrato un andamento positivo, con un incremento di 5,4 miliardi di euro &#8211; raddoppiando il proprio peso dal 13% al 24% &#8211; mentre c’è stato un arretramento dei fondi di diritto di italiano dal 53 al 36%.
Affrontano queste tematiche attuali tre eccellenze del risparmio gestito, confermate finaliste al Premio Internazionale Le Fonti a seguito della survey condotta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/risparmiogest.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4330" title="risparmiogest" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/risparmiogest.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/m-g-mc-gestioni-anima-ecco-dove-investono-gli-italiani-un-confronto-fra-eccellenze-finaliste-al-premio-internazionale-le-fonti-11004.html">Guarda la video-intervista  &gt;&gt;</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il trend della raccolta del risparmio gestito, con cui si è concluso il 2011, prosegue anche nei primi mesi del 2012. Secondo il rapporto mensile di Assogestioni, infatti, la fuga degli italiani dai fondi è proseguita in febbraio, quando la raccolta netta ha segnato deflussi per 2,7 miliardi, che sommati al calo di quasi quattro miliardi di gennaio portano l’emorragia da inizio anno a sfiorare i 6,7 miliardi.<span id="more-4329"></span>Nonostante i numeri continuino inesorabilmente ad essere preceduti dal segno meno, si possono intravedere degli elementi positivi. Ad esempio i fondi esteri hanno registrato un andamento positivo, con un incremento di 5,4 miliardi di euro &#8211; raddoppiando il proprio peso dal 13% al 24% &#8211; mentre c’è stato un arretramento dei fondi di diritto di italiano dal 53 al 36%.<br />
Affrontano queste tematiche attuali tre eccellenze del risparmio gestito, confermate finaliste al Premio Internazionale Le Fonti a seguito della survey condotta fra i lettori di FinanzaeDirtto.it:<strong>ANIMA SGR</strong> (<em>Pierluigi Giverso, Responsabile Marketing</em>), <strong>M&amp;G INVESTMENTS SGR</strong> <em>(Matteo Astolfi, Direttore Italia</em>) e <strong>MC GESTIONI SGR</strong> <em>(Raimondo Marcialis, Direttore Generale</em>).<br />
In particolar modo, con riferimento alla propria clientela, descrivono le tendenze di acquisto degli investitori italiani in merito alle tipologie di fondi, oltre a tracciare un vero e proprio profilo anagrafico degli investitori per età, sesso, area geografica di residenza e status economico.<br />
Claudia Chiari</p>
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		</item>
		<item>
		<title>FIDA, UN UNIVERSO DI DATI FINANZIARI A PORTATA DI CLICK. E anche i &#8216;cigni neri&#8217; diventano più prevedibili. L&#8217;intervista a Luca Lodi, Responsabile Centro Studi FIDA</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/fida-un-universo-di-dati-finanziari-a-portata-di-click-e-anche-i-cigni-neri-diventano-piu-prevedibili-lintervista-a-luca-lodi-responsabile-centro-studi-fida/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oltre 40 collaboratori, 150 Clienti Istituzionali e migliaia di clienti retail sono i numeri del Gruppo FIDA che si configura come il principale provider italiano attivo nell’informazione, analisi e distribuzione di dati finanziari. Qual è il vostro plus rispetto ai competitor?

Sono tre gli aspetti più importanti che rappresentano i punti di forza della società. Il primo è il presidio di tutta la filiera: dalla costruzione delle banche dati alla gestione, dal valore aggiunto sul dato all’elaborazione del dato stesso grazie a un Centro Studi e ad una struttura informatica importante che sviluppa piattaforme e si presenta anche autonomamente al mercato. In secondo luogo la flessibilità che ci è sempre stata riconosciuta: rispetto ad altre strutture internazionali il vantaggio competitivo è rispondere alle esigenze specifiche in maniera più efficace, dinamica e meno rigida rispetto ad altre realtà. Infine la lunga esperienza: FIDA nasce dalla fusione di rami d’azienda di società che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/LucaLodi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4327" title="LucaLodi" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/LucaLodi.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre 40 collaboratori, 150 Clienti Istituzionali e migliaia di clienti retail sono i numeri del Gruppo FIDA che si configura come il principale provider italiano attivo nell’informazione, analisi e distribuzione di dati finanziari. Qual è il vostro plus rispetto ai competitor?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono tre gli aspetti più importanti che rappresentano i punti di forza della società. Il primo è il presidio di tutta la filiera: dalla costruzione delle banche dati alla gestione, dal valore aggiunto sul dato all’elaborazione del dato stesso grazie a un Centro Studi e ad una struttura informatica importante che sviluppa piattaforme e si presenta anche autonomamente al mercato. In secondo luogo la flessibilità che ci è sempre stata riconosciuta: rispetto ad altre strutture internazionali il vantaggio competitivo è rispondere alle esigenze specifiche in maniera più efficace, dinamica e meno rigida rispetto ad altre realtà.<span id="more-4326"></span> Infine la lunga esperienza: FIDA nasce dalla fusione di rami d’azienda di società che operano nel settore da oltre 25 anni come ADB. Abbiamo dunque una credibilità sul mercato domestico che pochi altri possono vantare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le vostre aree di attività?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi ci occupiamo di tutta la filiera produttiva. C’è una prima area che si occupa della raccolta, gestione, classificazione ed elaborazione dati ed ha come clienti i principali data provider sul mercato italiano tra cui Bloomberg, Borsa Italiana, Assogestioni. La seconda area, presidiata dal Centro Studi che io seguo personalmente, si occupa di elaborare modelli di finanza quantitativa, che comprendono esempi di <em>asset allocation</em> e portafogli modello. Noi abbiamo a disposizione sia le banche dati sia una struttura informatica che ci permette di realizzare dei test e delle procedure che effettuino i modelli di finanza quantitativa che poi noi studiamo. Infine c’è l’area di Sviluppo Progetti Piattaforme Informatiche  che elabora progetti complessi, coinvolgendo altre aree e facendo di FIDA una struttura completa. Si pensi all’Italian Fund Hub di Assogestioni oppure ai percorsi guidati per gli investimenti in fondi avviati con Webank.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Una delle novità su cui state puntando è la FIDA Workstation che consente a consulenti e promotori di visualizzare e analizzare i portafogli dei propri clienti. Come funziona?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I nostri clienti generalmente non sono tanto gli utilizzatori finali, eppure questo è uno dei casi in cui ci inseriamo anche nel prodotto. La FIDA Workstation rappresenta un po’ una sintesi della nostra attività. Garantisce alcune peculiari funzionalità: 1) l’accesso alle nostre banche dati con oltre 40mila strumenti 2) contabilità e analisi di portafoglio, molto richiesta da consulenti e promotori e che permette di contabilizzare portafogli reali o simulazioni, di realizzare benchmark personalizzati e di calcolare le correlazioni fra asset 3) un percorso di profilatura e di compliance 4) portafogli modello associati ai profili. Queste due ultime funzionalità si prestano molto all’utilizzo attraverso le reti. La FIDA Workstation è stata presentata al Salone del Risparmio e live all’IT Forum di Rimini. È il nostro prodotto più recente e vi stiamo investendo impegno e risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Voi offrite ranking e rating dei prodotti del risparmio gestito. Quali sono le peculiarità del sistema Bluerating?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito di creazione di valore aggiunto rispetto al dato e di sviluppo di modelli di analisi quantitativa si inserisce il sistema Bluerating che comprende l’attribuzione di rating ai prodotti finanziari, ma è un processo più ampio che si può dividere in tre fasi: classificazione degli strumenti con il raggruppamento e la ricerca; la categorizzazione per accorpare i prodotti omogenei e infine la valutazione o rating. Attualmente lo stiamo applicando al risparmio gestito. Per quanto concerne la classificazione dei prodotti il nostro sforzo è di realizzare una graduatoria olistica, ovvero univoca per tutte le tipologie e questo è molto importante sia per i motori di ricerca che per i software di gestione e di analisi di portafoglio. Con un’impostazione analoga estenderemo questo sistema di rating per le altre <em>asset class</em>. Poi il focus sul mercato domestico, dunque su strumenti venduti e distribuiti in Italia, ci distingue dagli altri competitor. E anche Bluerating si caratterizza per la flessibilità nell’implementazione e nell’aggiornamento del sistema.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/fida-un-universo-di-dati-finanziari-a-portata-di-click-e-anche-i-%E2%80%99cigni-neri%E2%80%99-diventano-pi%C3%B9-prevedibili-l%E2%80%99intervista-a-luca-lodi-responsabile-centro-studi-fida-11023.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/fida-un-universo-di-dati-finanziari-a-portata-di-click-e-anche-i-%E2%80%99cigni-neri%E2%80%99-diventano-pi%C3%B9-prevedibili-l%E2%80%99intervista-a-luca-lodi-responsabile-centro-studi-fida-11023.html</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>‘IL FUTURO DELLE AZIENDE DIPENDE SOPRATTUTTO DALLE PROPRIE SCELTE DI INVESTIMENTO’. Intervista a tuttotondo con Maurizio Piglione, Amministratore Delegato di Marazzi Group</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/%e2%80%98il-futuro-delle-aziende-dipende-soprattutto-dalle-proprie-scelte-di-investimento%e2%80%99-intervista-a-tuttotondo-con-maurizio-piglione-amministratore-delegato-di-marazzi-group/</link>
		<comments>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/%e2%80%98il-futuro-delle-aziende-dipende-soprattutto-dalle-proprie-scelte-di-investimento%e2%80%99-intervista-a-tuttotondo-con-maurizio-piglione-amministratore-delegato-di-marazzi-group/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Leader internazionale nel settore delle piastrelle di ceramica,Marazzi è stata segnalata attraverso la nostra Survey come finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno. Esperienza e capacità di innovazione, creatività e design, tradizione e cultura, amore per la ceramica, attenzione all&#8217;ambiente,  sono i punti di forza delle ceramiche Marazzi che danno forma agli spazi dell&#8217;abitare, dal 1935, combinando estetica ed elevata qualità dei materiali.
Ne abbiamo parlato con Maurizio Piglione, Amministratore Delegato di Marazzi Group.
 
 
Da decenni Marazzi studia e propone al mercato nuovi ambiti applicativi del prodotto ceramico, mettendo a disposizione degli architetti prodotti dalle elevate caratteristiche tecniche. In che modo?
La storia di Marazzi e il nostro posizionamento di leader internazionale del settore si basano da sempre su due elementi fondamentali: il dialogo con clienti ed architetti, per capire ed essere sempre aggiornati su quelle che sono le tendenze e le esigenze di ogni singolo mercato mondiale, e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/MaurizioPiglione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4324" title="MaurizioPiglione" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/MaurizioPiglione.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Leader internazionale nel settore delle piastrelle di ceramica,<strong>Marazzi </strong>è stata segnalata attraverso la nostra <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/survey-2012-le-migliori-imprese-professionisti-banche-premio-internazionale-le-fonti-10244.html">Survey</a> come finalista della seconda edizione del <a href="http://www.premiolefonti.it/">Premio Internazionale Le Fonti </a>del prossimo 28 giugno. Esperienza e capacità di innovazione, creatività e design, tradizione e cultura, amore per la ceramica, attenzione all&#8217;ambiente,  sono i punti di forza delle ceramiche Marazzi che danno forma agli spazi dell&#8217;abitare, dal 1935, combinando estetica ed elevata qualità dei materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne abbiamo parlato con <strong>Maurizio Piglione, </strong><strong><em>Amministratore Delegato di Marazzi Group.<span id="more-4323"></span><br />
</em></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da decenni Marazzi studia e propone al mercato nuovi ambiti applicativi del prodotto ceramico, mettendo a disposizione degli architetti prodotti dalle elevate caratteristiche tecniche. In che modo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La storia di Marazzi e il nostro posizionamento di leader internazionale del settore si basano da sempre su due elementi fondamentali: il dialogo con clienti ed architetti, per capire ed essere sempre aggiornati su quelle che sono le tendenze e le esigenze di ogni singolo mercato mondiale, e i continui investimenti in ricerca e nuove tecnologie, così da poter proporre soluzioni sempre all’avanguardia in termini di qualità estetica e performance tecniche. Marazzi è stata la prima azienda, molti anni fa, ad avvertire la necessità di qualificare la piastrella in ceramica come elemento d’arredo e d’architettura affidandone la direzione creativa a grandi nomi del design. Parallelamente sono state investite notevoli risorse non solo nello sviluppo di nuovi prodotti, ma anche in sistemi di produzione all’avanguardia e nello studio dell’applicazione della ceramica in ambiti innovativi. Solo negli ultimi 3 anni il gruppo ha investito circa 300 milioni di euro in ricerca, formazione e innovazione e oggi Marazzi può contare su impianti sofisticati e su nuove tecnologie che permettono alta qualità dei prodotti e massima attenzione all’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Marazzi amare la ceramica significa da sempre rispettare l&#8217;ambiente. Quanto è importante l’ecosostenibilità?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’ecosostenibilità dei prodotti e del processo produttivo rappresenta un valore prioritario all’interno del gruppo Marazzi.  Siamo stati i primi, nel nostro settore, ad ottenere la Certificazioni ISO 9001 eISO 14001 per il sistema di gestione ambientale e ad ottenere il marchio Ecolabel per i nostri prodotti. Inoltre, diverse serie di prodotti Marazzi sono realizzate con almeno il 40% di materiale riciclato, permettendo quindi ai progettisti e agli edifici di ottenere crediti LEED e certificazioni di progettazione ecosostenibile. A testimonianza del costante impegno per le problematiche ambientali, Marazzi ha contribuito a fare della ceramica una produzione a ciclo chiuso attraverso ilripristino delle cave, la gestione controllata dei rifiuti, l’ottimizzazione dei consumi energetici e il riutilizzo delle acque industriali così da limitare al minimo il consumo delle risorse naturali e ridurrel’impatto ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin dalle sue origini, Marazzi ha dedicato importanti risorse all&#8217;attività di ricerca e sviluppo, producendo la tecnologia necessaria per realizzare i propri prodotti. Investire in questo settore per un’azienda equivale ad investire sul suo sviluppo futuro?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La proprietà di decine di brevetti e l’introduzione di importanti innovazioni di prodotto, alcune delle quali storiche per l’industria della ceramica moderna, testimoniano l’attitudine alla ricerca e alla sperimentazione che da sempre contraddistinguono Marazzi, oltre alla capacità, riconosciuta dal mercato, di anticipare i cambiamenti e le evoluzioni dell’abitare. L’attuale situazione economica impone a chi come noi compete sui mercati internazionali di offrire prodotti sempre all’avanguardia. Qualità ed innovazione sono quindi oggi più che mai il fulcro del nostro percorso di sviluppo.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/%E2%80%98il-futuro-delle-aziende-dipende-soprattutto-dalle-proprie-scelte-di-investimento%E2%80%99-intervista-a-tuttotondo-con-maurizio-piglione-amministratore-delegato-di-marazzi-group-11022.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/%E2%80%98il-futuro-delle-aziende-dipende-soprattutto-dalle-proprie-scelte-di-investimento%E2%80%99-intervista-a-tuttotondo-con-maurizio-piglione-amministratore-delegato-di-marazzi-group-11022.html</a></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SORORE, IL FASCINO DEL RETRO’ RIVISITATO ARTIGIANALMENTE. Intervista esclusiva a Davide De Cicco, Amministratore Delegato di Sorore</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/sorore-il-fascino-del-retro%e2%80%99-rivisitato-artigianalmente-intervista-esclusiva-a-davide-de-cicco-amministratore-delegato-di-sorore/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sorore, società aretina, nasce con il desiderio di rilanciare marchi degli anni ’80, ormai dimenticati, avvalendosi del supporto di laboratori artigianali. Come primo passo l’azienda, segnalata attraverso la nostra Survey come finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno, ha rilevato il marchio El Campero, rilanciandolo sul mercato rinnovandolo, ma senza trascurare l’immagine che lo ha reso glamour. Dopo aver consolidato il mercato in Cina, in Giappone e in Corea, ora la società punta a Brasile e Russia.
Ne abbiamo parlato  con Davide De Cicco, Amministratore Delegato di Sorore.
 
Sorore guida l’azienda El Campero. Qual è la vostra mission?
La qualità, il ritorno al prodotto vero, corretto e duraturo, senza rinunciare allo stile identificativo e alla moda. Abbiamo intenzione di valorizzare le eccellenze del passato e del presente, con politiche attente e aperture a collaborazioni. Siamo convinti che per vincere dobbiamo essere una squadra, dai nostri conciatori di fiducia fino a chi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Sorore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4320" title="Sorore" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Sorore.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sorore</strong>, società aretina, nasce con il desiderio di rilanciare marchi degli anni ’80, ormai dimenticati, avvalendosi del supporto di laboratori artigianali. Come primo passo l’azienda, segnalata attraverso la nostra <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/survey-2012-le-migliori-imprese-professionisti-banche-premio-internazionale-le-fonti-10244.html">Survey</a> come finalista della seconda edizione del <a href="http://www.premiolefonti.it/"><strong>Premio Internazionale Le Fonti </strong></a>del prossimo 28 giugno, ha rilevato il marchio El Campero, rilanciandolo sul mercato rinnovandolo, ma senza trascurare l’immagine che lo ha reso glamour. Dopo aver consolidato il mercato in Cina, in Giappone e in Corea, ora la società punta a Brasile e Russia.<span id="more-4319"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ne abbiamo parlato  con <strong>Davide De Cicco, <em>Amministratore Delegato di Sorore</em>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sorore guida l’azienda El Campero. Qual è la vostra<em> mission</em>?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La qualità, il ritorno al prodotto vero, corretto e duraturo, senza rinunciare allo stile identificativo e alla moda. Abbiamo intenzione di valorizzare le eccellenze del passato e del presente, con politiche attente e aperture a collaborazioni. Siamo convinti che per vincere dobbiamo essere una squadra, dai nostri conciatori di fiducia fino a chi indossa El Campero, con gli stessi obiettivi: design, qualità e confort al servizio del nostro stivale. Il nostro motto è  “This boots are made for walking”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 2012 sarà un anno di grandi operazione tra i pesi medi dell’economia italiana. Molte pmi utilizzeranno le fusioni per recuperare volumi produttivi oltre alla capacità di investimento. È vero che anche voi siete in trattativa per rilevare altre aziende?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si, stiamo valutando altre acquisizioni che permettano di aumentare i volumi produttivi e il mantenimento di standard qualitativi adeguati alla Nostra azienda madre. Non ci possiamo dimenticare che la crescita passa comunque dal mercato, e oggi le acquisizioni possono essere anche sinergie, riduzione dei centri di costo, condivisione del <em>Know How</em> e distribuzione più intelligente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il presidente dell’Abi Toscana ha di recente dichiarato che “è difficile, e ingiusto, chiederci di sostenere imprese che non hanno o non possono avere futuro.” Lei come vede la questione dell’accesso al credito?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo che ci siano imprese &#8221; senza futuro &#8220;, indubbiamente dovranno cambiare radicalmente aziende e imprenditori. Associazioni, Stato e Banche sicuramente hanno un ruolo importante nel rinnovamento della Nostra economia, che oggi ha mostrato tutti i suoi lati deboli. La reazione non è chiudere il credito, ma dedicarlo a ricerca, sviluppo e innovazione, soprattutto dove il mercato ha imposto profondi cambiamenti di pensiero. Le difficoltà di accesso al credito sono reali, e credo che senza interventi radicali sono destinate a inasprirsi. Io personalmente sto iniziando a pensare che potrebbe aver senso far decidere direttamente al risparmiatore quale azienda finanziare, sulla base di idee e prospettive che l&#8217;imprenditore saprà esprimere.  Oggi leggiamo un prospetto informativo di una grande casa d’investimento, perché domani non potremmo leggere un prospetto di una Pmi del territorio? Questo passa dalla semplificazione e dalla standardizzazione di alcuni principi economico-contabili- finanziari, ma chi dice che non ci possa essere chi vuole investire nell&#8217;azienda sotto casa o nell&#8217;imprenditore in cui ha fiducia&#8230;Credo che anche nel credito, come nell&#8217;economia si debba ritornare al “vero”, basta finanza creativa e aziende che vivono di speculazione pura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/sorore-il-fascino-del-retro%E2%80%99-rivisitato-artigianalmente-intervista-esclusiva-a-davide-de-cicco-amministratore-delegato-di-sorore-11011.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/sorore-il-fascino-del-retro%E2%80%99-rivisitato-artigianalmente-intervista-esclusiva-a-davide-de-cicco-amministratore-delegato-di-sorore-11011.html</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>RUFFINO, &#8216;NON DELUDIAMO MAI IL CONSUMATORE, PER QUESTO SIAMO VINCENTI&#8217;. L&#8217;intervista esclusiva con Sandro Sartor, Amministratore Delegato di Ruffino</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/ruffino-non-deludiamo-mai-il-consumatore-per-questo-siamo-vincenti-lintervista-esclusiva-con-sandro-sartor-amministratore-delegato-di-ruffino/</link>
		<comments>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/ruffino-non-deludiamo-mai-il-consumatore-per-questo-siamo-vincenti-lintervista-esclusiva-con-sandro-sartor-amministratore-delegato-di-ruffino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ruffino, nata nel 1877, è oggi leader nel settore vitivinicolo italiano. Con il desiderio di diffondere nel mondo i valori della terra toscana, Ruffino ha contribuito in modo significativo alla creazione della bellissima immagine di cui gode l&#8217;enologia italiana sul palcoscenico internazionale oggi. L&#8217;azienda, segnalata attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno, esporta in oltre 85 paesi nel mondo ed è riconosciuta come un autore di vini di grande qualità, rispettata per la sua affidabilità e attenzione nei riguardi del consumatore.

La parola a Sandro Sartor, Amministratore Delegato di Ruffino.

Ruffino incarna il cammino evolutivo dell&#8217;intero settore vitivinicolo italiano. Qual è la vostra filosofia?
È una domanda complessa. Credo che la filosofia di Ruffino negli anni sia stata quella di essere attenta al consumatore e di non tradirlo mai. Siamo partiti dalle sue esigenze per capire qual era il vino che piaceva al cliente, qual era la sua ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Sartor.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4317" title="Sartor" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Sartor.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ruffino</strong>, nata nel 1877, è oggi leader nel settore vitivinicolo italiano. Con il desiderio di diffondere nel mondo i valori della terra toscana, Ruffino ha contribuito in modo significativo alla creazione della bellissima immagine di cui gode l&#8217;enologia italiana sul palcoscenico internazionale oggi. L&#8217;azienda, segnalata attraverso la nostra <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/survey-2012-le-migliori-imprese-professionisti-banche-premio-internazionale-le-fonti-10244.html">Survey</a> come potenziale finalista della seconda edizione del <a href="http://www.premiolefonti.it/"><strong>Premio Internazionale Le Fonti </strong></a>del prossimo 28 giugno, esporta in oltre 85 paesi nel mondo ed è riconosciuta come un autore di vini di grande qualità, rispettata per la sua affidabilità e attenzione nei riguardi del consumatore.<span id="more-4316"></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">La parola a <strong>Sandro Sartor, <em>Amministratore Delegato di Ruffino.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ruffino incarna il cammino evolutivo dell&#8217;intero settore vitivinicolo italiano. Qual è la vostra filosofia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È una domanda complessa. Credo che la filosofia di Ruffino negli anni sia stata quella di essere attenta al consumatore e di non tradirlo mai. Siamo partiti dalle sue esigenze per capire qual era il vino che piaceva al cliente, qual era la sua richiesta,  qual era il suo bisogno e soddisfarlo, saperlo fare in un modo corretto e costante nel tempo, senza tradire la sua fiducia e nemmeno quella degli operatori che vendono il vino, dei ristoratori e dei grossisti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si è evoluto il settore in più di cento anni di attività?</strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">È stata un&#8217;evoluzione copernicana. Secondo me il mondo del vino ha avuto un <em>pre</em> e un <em>post</em>scandalo dell&#8217;etanolo, che è stato uno spartiacque. Prima di quel periodo, il consumatore beveva vino, ma fondamentalmente non gli interessava sapere cosa stesse bevendo ovvero di quale vitigno, regione e vendemmia fosse. L&#8217;importante era che fosse più o meno buono e che avesse un costo che soddisfacesse le sua tasche. Il cosiddetto scandalo dell&#8217;etanolo, durante il quale ci furono dei morti e persone condannate, fece alzare il livello di attenzione e consapevolezza da parte del consumatore su cosa stava bevendo, su chi c&#8217;era dietro quel processo. In quel momento è iniziata una seconda fase, dove l&#8217;esigenza del consumatore di sapere e avere maggiori informazioni ha fatto evolvere il mondo del vino in meglio, andando a valorizzare i vitigni, le regioni, le differenziazioni, le specificità, le territorialità che c&#8217;erano anche prima, ma senza che il consumatore ne fosse consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>State conquistando anche i mercati asiatici: in Cina le vendite hanno segnato un + 60%&#8230;</strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo proiettati all&#8217;export e sui mercati asiatici stiamo andando bene. Sono particolarmente attraenti perché la Cina tra non molti anni sarà il numero uno per i consumi al mondo. Crediamo che avere un prodotto autentico con lunga tradizione &#8211; perché l&#8217;Italia produce vino da secoli &#8211; possa essere un fattore vincente. In Cina sono attenti alla tradizione e non si fanno abbindolare da chi si improvvisa importatore. Sono fiducioso sulle possibilità che ha il vino italiano in Cina e a maggior ragione sono fiducioso su quelli che sono i grandi marchi italiani, in quanto i cinesi sono molto sensibili al brand e lo possiamo riscontrare in vari ambiti. Ciò che li affascina è anche uno stile di vita occidentale, in quanto è un modo per dimostrare il proprio successo a livello sociale. Ciò che è difficile nel mercato asiatico è la distribuzione: bisogna trovare il giusto veicolo distributivo.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/ruffino-%E2%80%99non-deludiamo-mai-il-consumatore-per-questo-siamo-vincenti%E2%80%99-l%E2%80%99intervista-esclusiva-con-sandro-sartor-amministratore-delegato-di-ruffino-11006.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/ruffino-%E2%80%99non-deludiamo-mai-il-consumatore-per-questo-siamo-vincenti%E2%80%99-l%E2%80%99intervista-esclusiva-con-sandro-sartor-amministratore-delegato-di-ruffino-11006.html</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>OBJECTWAY E LE SOLUZIONI SOFTWARE VINCENTI IN ITALIA E IN EUROPA. L&#8217;intervista esclusiva a Luigi Marciano, Presidente e CEO di ObjectWay</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/objectway-e-le-soluzioni-software-vincenti-in-italia-e-in-europa-lintervista-esclusiva-a-luigi-marciano-presidente-e-ceo-di-objectway/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Objectway S.p.a. è leader italiano e player europeo delle soluzioni e servizi software per il Wealth &#38; Investment Management, non a caso è stato segnalato come potenziale finalista al Premio Internazionale Le Fonti 2012. La società ha relazioni consolidate di business con più di 100 banche, SGR, SIM, compagnie di assicurazioni e centri di outsourcing in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Repubblica Ceca. Fondata nel 1990, Objectway è una società privata con 25 milioni di euro di fatturato, ed ha una consolidata reputazione nel software e nei servizi IT per il mercato finanziario. Del valore aggiunto della sua azienda e delle nuove frontiere che intende perseguire ne abbiamo parlato con Luigi Marciano, Presidente e CEO di ObjectWay.

 
La mission aziendale di ObjectWay è quella di &#8220;contribuire significativamente al vantaggio competitivo ed al successo nel lungo termine dei clienti fabbricando e fornendo software, servizi e soluzioni innovativi, eccellenti, e semplici da adottare: Winning Software ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/LuigiMarciano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4314" title="LuigiMarciano" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/LuigiMarciano.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Objectway S.p.a.</strong> è leader italiano e player europeo delle soluzioni e servizi software per il Wealth &amp; Investment Management, non a caso è stato segnalato come potenziale finalista al <a href="http://www.premiolefonti.it/"><strong>Premio Internazionale Le Fonti 2012</strong></a>. La società ha relazioni consolidate di business con più di 100 banche, SGR, SIM, compagnie di assicurazioni e centri di outsourcing in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Repubblica Ceca. Fondata nel 1990, Objectway è una società privata con 25 milioni di euro di fatturato, ed ha una consolidata reputazione nel software e nei servizi IT per il mercato finanziario. Del valore aggiunto della sua azienda e delle nuove frontiere che intende perseguire ne abbiamo parlato con <strong>Luigi Marciano, <em>Presidente e CEO di ObjectWay.<span id="more-4313"></span><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mission aziendale di ObjectWay è quella di &#8220;contribuire significativamente al vantaggio competitivo ed al successo nel lungo termine dei clienti fabbricando e fornendo software, servizi e soluzioni innovativi, eccellenti, e semplici da adottare: <em>Winning Software Solutions</em>”. Come la state perseguendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Specializzazione tecnologica e di business sono il perno intorno al quale ObjectWay ha costruito un’offerta di soluzioni di valore, capace di trasferire  innovazione nei processi e nell’offerta di servizi della nostra clientela. Sul  mercato dal 1990,  ObjectWay ha sempre cercato di anticipare i cambiamenti in atto nei suoi mercati di riferimento, le istituzioni finanziarie e le imprese, investendo in competenze e tecnologie innovative . Operiamo in mercati complessi: come società di software specializzata nei settori della finanza dobbiamo intercettare i trend di innovazione e nello stesso tempo dare risposte ai cambiamenti che le turbolenze finanziarie e la fase recessiva attuale stanno riverberando sui nostri clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Essere dunque recettivi e in grado di offrire soluzioni al passo coi tempi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, e per continuare a creare e trasferire valore nelle nostre soluzioni a ObjectWay è richiesto di muoversi velocemente, ripensare il proprio business, estendere la propria attività in nuovi mercati, confermare gli investimenti in aree  tecnologiche e di business strategiche anche attraverso acquisizioni. Il nostro piano industriale ci ha consentito di presidiare tutti questi fronti. Oggi siamo una società privata che fattura circa 25 milioni di Euro, con un rapporto EBITDA su ricavi superiore al 20%, 300 dipendenti, una consolidata reputazione nei servizi per il mercato finanziario e nello sviluppo di progetti e soluzioni software apprezzate da clienti nazionali e internazionali di primissimo piano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’offerta ObjectWay si sviluppa infatti su due linee di business: Financial Software e Technology Solutions…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo scelto  di adottare un’organizzazione  focalizzata e sinergica, capace di rispecchiare le nostre competenze di business e quelle  tecnologiche,  efficiente  nel  dare risposte tempestive alla nostra clientela. <strong>ObjectWay Financial Software Spa</strong>, la capogruppo, è specializzata nel software per i servizi bancari e finanziari mentre <strong>ObjectWay iTec Spa</strong> è focalizzata in soluzioni e servizi tecnologici innovativi cross-industry e in progetti software tailor made per i processi core-banking. <strong>Objectway Financial Software SpA</strong>, ha investito in  una piattaforma software, la ObjectWay Financial Suite (OFS), a supporto dell’innovazione dei modelli di business delle Istituzioni Finanziarie e del Wealth e Investment management: oggi per caratteristiche tecnologiche, copertura funzionale e numero e tipologia di istallazioni, in Italia ed in Europa, è diventata uno standard di mercato “de facto ”.  Inoltre coniuga rapidità di implementazione e costo contenuto.  La piattaforma è in continua evoluzione per integrare soluzioni e funzionalità richieste dal mercato. Di recente è stata integrata con soluzioni avanzate di asset management  e di Mobile banking per banche Private, Retail, Sgr e Sim.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/objectway-e-le-soluzioni-software-vincenti-in-italia-e-in-europa-l%E2%80%99intervista-esclusiva-a-luigi-marciano-presidente-e-ceo-di-objectway-10998.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/objectway-e-le-soluzioni-software-vincenti-in-italia-e-in-europa-l%E2%80%99intervista-esclusiva-a-luigi-marciano-presidente-e-ceo-di-objectway-10998.html</a></p>
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		<title>Una sfida digitale nel mare mosso della crisi reale. Intervista a Maurizio Campese, AD DRSdigital Italia</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/una-sfida-digitale-nel-mare-mosso-della-crisi-reale-intervista-a-maurizio-campese-ad-drsdigital-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
La crisi finanziaria ha colpito duramente le transazioni di acquisto e vendita alla base della fornitura dei servizi di data room virtuale e DRSdigital, così come gli altri provider di questo servizio, ha dovuto confrontarsi con questa difficoltosa realtà. Quali sono state le strategie per rimanere in piedi sul mercato e tenere alta, per quanto sia possibile, la fedeltà della clientela?
DRSdigital ha fatto ciò che viene chiesto da una situazione come questa: non perdere i propri clienti e acquisirne di nuovi. Ma sempre senza essere aggressivi nelle nostre politiche di vendita. DRSdigital riveste il ruolo di un vero e proprio partner per i propri clienti, cercando di offrire sempre una soluzione più ‘’tailor made’’ possibile.
Per nostra fortuna i clienti sono diventati più esigenti. Questo è un fattore che ci ha aiutato molto poiché ci siamo sempre distinti per la nostra professionalità e per la qualità delle nostre soluzioni. Il cliente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/campese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4311" title="campese" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/campese.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi finanziaria ha colpito duramente le transazioni di acquisto e vendita alla base della fornitura dei servizi di data room virtuale e DRSdigital, così come gli altri provider di questo servizio, ha dovuto confrontarsi con questa difficoltosa realtà. Quali sono state le strategie per rimanere in piedi sul mercato e tenere alta, per quanto sia possibile, la fedeltà della clientela?</strong></p>
<div style="text-align: justify;">DRSdigital ha fatto ciò che viene chiesto da una situazione come questa: non perdere i propri clienti e acquisirne di nuovi. Ma sempre senza essere aggressivi nelle nostre politiche di vendita. DRSdigital riveste il ruolo di un vero e proprio partner per i propri clienti, cercando di offrire sempre una soluzione più ‘’tailor made’’ possibile.<span id="more-4310"></span></div>
<div style="text-align: justify;">Per nostra fortuna i clienti sono diventati più esigenti. Questo è un fattore che ci ha aiutato molto poiché ci siamo sempre distinti per la nostra professionalità e per la qualità delle nostre soluzioni. Il cliente è al centro del nostro modello di business, tanto da poter affermare con sicurezza che chi affida un progetto a DRSdigital è sicuro di ricevere la migliore professionalità possibile supportata dagli strumenti più sicuri, stabili  e veloci che esistano sul mercato.</div>
<div style="text-align: justify;">Per contro, abbiamo ricevuto anche molte richieste da potenziali clienti non interessati alla qualità ed al tipo di servizio offerto, ma unicamente al prezzo di vendita alle quali non abbiamo dato seguito, preferendo tener fede al nostro credo. Talvolta, le società non si rendono conto che impiegare molte risorse per la selezione del VDR provider sulla base al prezzo può spesso costare molto di più di un eventuale risparmio. Anche se alcuni competitor hanno assecondato queste richieste del mercato abbassando i prezzi, a nostro parere non è possibile fare concessioni su qualità e sicurezza nel mondo delle Due Diligence. Non si può trasportare porcellana di valore su di un carro con le ruote bucate! DRSdigital non è d’ accordo con questa politica e per questo abbiamo preferito offrire più flessibilità nella nostra proposta, ma mantenere i livelli qualitativi indispensabili a questo settore.</div>
<div></div>
<div>&#8230;</div>
<div>continua</div>
<div><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/una-sfida-digitale-nel-mare-mosso-della-crisi-reale-intervista-a-maurizio-campese-ad-drsdigital-italia-10968.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/una-sfida-digitale-nel-mare-mosso-della-crisi-reale-intervista-a-maurizio-campese-ad-drsdigital-italia-10968.html</a></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ELICA, OLTRE 40 ANNI DI EFFICENZA E DESIGN. Intervista a tuttotondo con Andrea Sasso, Amministratore Delegato del Gruppo Elica</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/elica-oltre-40-anni-di-efficenza-e-design-intervista-a-tuttotondo-con-andrea-sasso-amministratore-delegato-del-gruppo-elica/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Gruppo Elica vanta una posizione di leadership a livello europeo nella progettazione, produzione e commercializzazione di motori elettrici per cappe e per caldaie da riscaldamento a uso domestico. Ha una piattaforma articolata in nove siti produttivi specializzati per tipi di lavorazione e di prodotto, quattro dei quali in Italia e gli altri cinque nel resto del mondo tra in Polonia, Messico, Germania, Cina e India. L’azienda è stata segnalata  attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno.
La parola ad Andrea Sasso, Amministratore Delegato del Gruppo Elica


Dopo 30 anni di esperienza, Elica è oggi leader mondiale nel mercato delle cappe da cucina. In cosa consiste la vostra attività?

Elica è nata nel 1970, con una grande ambizione: rendere l’aria più pulita e garantire a ciascuno una migliore qualità della vita. Da allora non abbiamo mai smesso di credere in questa filosofia e oggi, dopo oltre 40 anni di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/sasso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4308" title="sasso" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/sasso.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Gruppo Elica</strong> vanta una posizione di leadership a livello europeo nella progettazione, produzione e commercializzazione di motori elettrici per cappe e per caldaie da riscaldamento a uso domestico. Ha una piattaforma articolata in nove siti produttivi specializzati per tipi di lavorazione e di prodotto, quattro dei quali in Italia e gli altri cinque nel resto del mondo tra in Polonia, Messico, Germania, Cina e India. L’azienda è stata segnalata  attraverso la nostra <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/survey-2012-le-migliori-imprese-professionisti-banche-premio-internazionale-le-fonti-10244.html">Survey</a> come potenziale finalista della seconda edizione del <a href="http://www.premiolefonti.it/"><strong>Premio Internazionale Le Fonti </strong></a>del prossimo 28 giugno.<span id="more-4307"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La parola ad <strong>Andrea Sasso, <em>Amministratore Delegato del Gruppo Elica</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo 30 anni di esperienza, Elica è oggi leader mondiale nel mercato delle </strong><strong>cappe da cucina. In cosa consiste la vostra attività?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Elica è nata nel 1970, con una grande ambizione: rendere l’aria più pulita e garantire a ciascuno una migliore qualità della vita. Da allora non abbiamo mai smesso di credere in questa filosofia e oggi, dopo oltre 40 anni di sviluppo e successi, siamo leader a livello mondiale del settore delle cappe. Siamo riusciti a rivoluzionare l’immagine della cappa, da elettrodomestico nascosto in cucina a un oggetto di design e altamente tecnologico, da tenere bene in evidenza.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Gruppo Elica opera attraverso due aree produttive. Di cosa si tratta?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra storia nasce nel settore delle cappe ma nel tempo a questa unità, che progetta, produce e commercializza cappe da cucina sia a marchio proprio che attraverso i brand dei principali produttori di elettrodomestici e cucine, si è affiancata quella motori che col marchio FIME progetta, produce e commercializza motori elettrici per elettrodomestici, cappe e caldaie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono gli elementi che contraddistinguono Elica sul mercato?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente il design è uno degli elementi distintivi dei nostri prodotti: facciamo cappe che non solo sono altamente performanti ma anche molto belle da vedere. In occasione di Eurocucina, al Salone del Mobile di Milano, abbiamo presentato dei modelli altamente innovativi che stanno già riscuotendo l’interesse del mercato: penso ad esempio alla 35CC che, appena nata, ha già ricevuto una menzione d’onore nel Red Dot Design Award 2012 o alla Eccentrica System, un sistema per aspirare e portare all’esterno i vapori della cucina ovunque sia il foro murario di evacuazione dei fumi. Investiamo continuamente in innovazione e tecnologia: il futuro sarà fatto sempre di più da prodotti multifunzionali, multisensoriali e facili da utilizzare per l’utente e noi siamo già su questa strada.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;</p>
<p>continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/-elica-oltre-40-anni-di-efficenza-e-design-intervista-a-tuttotondo-con-andrea-sasso-amministratore-delegato-del-gruppo-elica-10989.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/-elica-oltre-40-anni-di-efficenza-e-design-intervista-a-tuttotondo-con-andrea-sasso-amministratore-delegato-del-gruppo-elica-10989.html</a></p>
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		<title>BARRETT, QUALITA’ DEL PRODOTTO PER UNO STILE UNICO. Intervista esclusiva a Stefano Ferraguti, Responsabile Amministrativo di Barrett</title>
		<link>http://www.editricelefonti.it/familyoffice/2012/05/barrett-qualita%e2%80%99-del-prodotto-per-uno-stile-unico-intervista-esclusiva-a-stefano-ferraguti-responsabile-amministrativo-di-barrett/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel corso ormai di quasi un secolo di attività,  Barrett è ora una delle più antiche e preziose realtà del panorama calzaturiero nazionale ed internazionale. Barrett è infatti una delle poche aziende che produce calzature di vero artigianato, realizzate rigorosamente a mano, con materiali e tecniche d&#8217;eccellenza tanto da essere segnalata attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno.
Dell’importanza del brand e molto altro abbiamo parlato con Stefano Ferraguti, Responsabile Amministrativo di Barrett.


Barret nasce nel lontano 1917. Qual è la vostra mission?

La nostra mission è semplice: fare scarpe, innovando il più possibile ma al tempo stesso restando legato alla tradizione. Il nostro obiettivo è fare cose nuove che possono sempre piacere ai clienti, sia  per quanto riguarda le forme e i pellami, restando  fedeli a un modo  artigianale di fare la scarpa, rispettando la tradizione come sempre.
 

 
Come si è evoluto il settore in quasi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Barrett2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4305" title="Barrett2" src="http://www.editricelefonti.it/familyoffice/wp-content/uploads/2012/05/Barrett2.jpg" alt="" width="590" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso ormai di quasi un secolo di attività,  <strong>Barrett</strong> è ora una delle più antiche e preziose realtà del panorama calzaturiero nazionale ed internazionale. Barrett è infatti una delle poche aziende che produce calzature di vero artigianato, realizzate rigorosamente a mano, con materiali e tecniche d&#8217;eccellenza tanto da essere segnalata attraverso la nostra <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/survey-2012-le-migliori-imprese-professionisti-banche-premio-internazionale-le-fonti-10244.html">Survey</a> come potenziale finalista della seconda edizione del <a href="http://www.premiolefonti.it/"><strong>Premio Internazionale Le Fonti </strong></a>del prossimo 28 giugno.<span id="more-4304"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dell’importanza del brand e molto altro abbiamo parlato con <strong>Stefano Ferraguti, <em>Responsabile Amministrativo di Barrett.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Barret nasce nel lontano 1917. Qual è la vostra <em>mission</em>?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra <em>mission</em> è semplice: fare scarpe, innovando il più possibile ma al tempo stesso restando legato alla tradizione. Il nostro obiettivo è fare cose nuove che possono sempre piacere ai clienti, sia  per quanto riguarda le forme e i pellami, restando  fedeli a un modo  artigianale di fare la scarpa, rispettando la tradizione come sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si è evoluto il settore in quasi un secolo di attività?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni sicuramente il settore si è evoluto molto. L’evoluzione più grossa è senza dubbio l’aumento della concorrenza che sta diventando sempre più agguerrita, ci sono sempre più aziende sul mercato ma soprattutto c’è una concorrenza più sleale nel senso che oggi esistono varie possibilità di produzione, soprattutto per un’impresa come la nostra che di fatto è rimasta <em>made in Italy</em> al 100%. Oggi molte aziende spacciano per<em>made in Italy</em> ciò che non lo è perché molte fasi sono fatte all’estero. Inoltre è sempre più oneroso e difficile poter contrastare i marchi. Ormai da ogni parte del mondo saltano fuori marchi similari che richiamano al nostro, ma succede a tutti e contrastarli è impossibile e dispendioso, creano confusione e danno all’immagine. È un mondo più complicato rispetto a tanti anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che importanza ha il brand al giorno d’oggi?</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il brand è importante, forse anche fin troppo. Ormai quello che viene a mancare da parte del consumatore che cerca il brand è la capacità di riconoscere e distinguere i prodotti. Secondo me in passato le nostre madri, le nostre nonne pur avendo meno disponibilità conoscevano di più, sia le scarpe che i tessuti, sapevano distinguere ciò che era di qualità. Oggi non è così, il consumatore medio è sicuramente molto meno preparato,  si fa condizionare dalla pubblicità e,  non solo non riesce a distinguere ciò che è di pregio, ma non riesce neanche a dargli un prezzo e questo è negativo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">continua</p>
<p><a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/barrett-qualita%E2%80%99-del-prodotto-per-uno-stile-unico-intervista-esclusiva-a-stefano-ferraguti-responsabile-amministrativo-di-barrett-10977.html">http://www.finanzaediritto.it/articoli/barrett-qualita%E2%80%99-del-prodotto-per-uno-stile-unico-intervista-esclusiva-a-stefano-ferraguti-responsabile-amministrativo-di-barrett-10977.html</a></p>
]]></content:encoded>
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